OBIETTIVO

SCUOLA

L'art. 22 della Legge 241/1990 prevede che, al fine di assicurare l'imparzialità e la trasparenza dell'attività amministrativa, tutti i documenti amministrativi (eccetto quelli indicati all'art. 24 della medesima legge) possono essere oggetto di accesso agli atti. L'accesso può essere effettuato dai soggetti interessati, cioè da tutti i soggetti privati che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso. accesso agli attiDi conseguenza, la richiesta di accesso deve essere esercitata da soggetti che abbiano uno specifico interesse ad accedere al documento di cui si richiede l'accesso, per verificare se il comportamento della pubblica amministrazione è lesivo nei confronti di un interesse privato specifico. La domanda di accesso deve essere opportunamente motivata (Cons. Stato Sez. VI, 20-11-2013, n. 5515).

L'art. 3 del DPR 184/2006 "Regolamento disciplina accesso ai documenti amministrativi" prevede che, la pubblica amministrazione cui è indirizzata la richiesta di accesso, se individua soggetti controinteressati, è tenuta a darne comunicazione agli stessi, mediante invio di una copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via telematica per coloro che abbiano consentito a tale forma di comunicazione. Entro 10 giorni dalla ricezione di tale comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso. Decorso tale termine, la pubblica amministrazione provvede sulla richiesta.

Sono soggetti controinteressati, tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza. L'opposizione potrebbe fondarsi sulla circostanza che il soggetto richiedente non presenta un interesse diretto, concreto e attuale connesso alla visione del documento oppure sulla presenza nel documento stesso di dati sensibili (es. informazioni che possono rilevare lo stato di salute). In tali casi, il Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003), prevede di confrontare i due interessi coinvolti e valutare quale sia quello di peso maggiore. In particolare, in presenza di dati sensibili, l'amministrazione deve garantire comunque l'accesso agli atti se la conoscenza di tali documenti, contenenti dati sensibili o giudiziari, sia "strettamente necessaria" per la tutela degli interessi dei soggetti che richiedono l'accesso.

ACCESSO AGLI ATTI DI CONCORSI PUBBLICI
Secondo l'opinione pressoché totalitaria in giurisprudenza, quando si tratta di concorsi pubblici i controinteressati non possono opporre ragioni né tutele della privacy poiché con la sola partecipazione alla procedura concorsuale hanno acconsentito al fatto che i loro dati possano essere visionati da terzi.

LA GIURISPRUDENZA

Secondo il TAR di Napoli, non si pone in ogni caso un problema di riservatezza delle domande, degli elaborati dello status e dei documenti inerenti lo svolgimento della carriera di dipendenti della Pubblica amministrazione degli altri concorrenti, in quanto coloro che prendono parte ad una selezione “hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l’essenza della valutazione” e quindi non assumono neppure la veste di controinteressati in senso tecnico.

(sentenza del Tar Napoli n. 2770 del 2018)

"Per contro si deve osservare che il diritto di accesso, esercitato in relazione agli atti di una procedura concorsuale, esclude in radice l’esigenza di riservatezza a tutela dei terzi, posto che i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l’essenza. Tali atti, una volta acquisiti alla procedura, escono dalla sfera personale dei partecipanti che, pertanto, non assumono la veste di controinteressati in senso tecnico".

(Sentenza del Consiglio di Stato n. 3505 del 2018).

“Tutti gli atti dei candidati ad un concorso, una volta acquisiti alla procedura, escono quindi dalla sfera personale di disponibilità dei partecipanti, di tal che le domande e i documenti prodotti dai candidati – così come i verbali, le schede di valutazione e gli stessi elaborati – sono documenti rispetto ai quali deve essere esclusa “in radice” l’esigenza di riservatezza a tutela dei terzi, posto che i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l’essenza”.

(Tar Puglia Bari Sez. III, Sent., 25.02.2010, n. 684).

 

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