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RICONOSCIMENTO DEI TITOLI E DELLE ABILITAZIONI ESTERE
Il riconoscimento dei titoli e delle abilitazioni estere è disciplinato dal D.lgs 9 novembre 2007, n. 206 (in attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali)  così come modificato dal D.lgs 28 gennaio 2016, n. 15 in attuazione della direttiva Attuazione della direttiva 2013/55/UE mentre per quanto riguarda i titoli conseguiti in paesi non comunitari il riferimento è il DPR 394/99 e successive modificazioni.

Per esercicitare la professione regolamentata di docente non si beneficia del riconoscimento automatico, ma questo avviene su richiesta individuale ed è soggetto ad una procedura di verifica che prevede la valutazione della formazione attraverso l'analisi comparata dei percorsi formativi previsti nei due Stati membri coinvolti. (FAQ n. 5).

TAR LAZIO N. 10271 23/10/2018

Ne consegue che la qualifica professionale per l’insegnamento di economia conseguita dalla ricorrente presso un’università bulgara non può produrre alcun effetto né è legalmente rilevante nell’ordinamento italiano se e fin quando non interverrà l’atto interno di recepimento di essa, in esito ad una valutazione tutt’altro che automatica, nella quale si deve tener conto di contesti normativi, culturali, organizzativi ecc. spesso assai diversi pur nell’ambito di Paesi appartenenti all’UE".

Ciò significa che  il titolo estero non ancora riconosciuto in Italia non è legalmente rilevante ed è giuridicamente equivalente, ad ogni effetto, alla mera assenza di titolo.

Europa

DOMANDE DI RICONOSCIMENTO

I docenti che abbiano conseguito l’abilitazione all’insegnamento all’estero (Paesi UE e non) e vogliano esercitare in Italia la propria attività devono chiedere il riconoscimento del titolo professionale presso il MIUR Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione e formazione – Ufficio VIII Viale Trastevere 76/A – 00153 ROMA.

Le domande di riconoscimento e la relativa documentazione non possono essere presentate a mano all’Ufficio Corrispondenza in quanto saranno acquisite esclusivamente le documentazioni inviate attraverso posta ordinaria o raccomandata, al fine di garantire il rispetto dell’ordine cronologico e la par condicio dei richiedenti (Avviso Mercoledì, 18 luglio 2018).


Il riconoscimento può riguardare:
- Titoli conseguiti nei Paesi UE  
- Titoli conseguiti in Paesi non comunitari 

E’ necessario presentare domanda di riconoscimento secondo i modelli scaricabili, Mod. A e Mod. B, rispettivamente riferiti ai titoli professionali acquisiti in Paese UE o in Paese non comunitario. In calce ai modelli di domanda sono presenti le ISTRUZIONI per la compilazione, nelle quali si trovano tutte le informazioni utili al riguardo.
Si precisa che è NECESSARIO compilare il modello di domanda IN OGNI SUA PARTE, ED ALLEGARE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA.

In applicazione della direttiva 2013/55/UE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 15 del 28 gennaio 2016, è possibile presentare richiesta di riconoscimento per le professioni di:

- docente di scuola dell’infanzia;
- docente di scuola primaria
- docente di scuola secondaria di primo grado
- docente di scuola secondaria superiore

ATTESTAZIONE DELLA COMPETENTE AUTORITÀ ESTERA
I soli cittadini comunitari in possesso di titolo rilasciato da un Paese membro dell’UE dovranno documentarne il valore legale solo ed esclusivamente con attestazione della competente autorità (vedi elenco autorità competenti). Non saranno di conseguenza accettate le dichiarazioni di valore in loco rilasciate dalla rappresentanze diplomatiche italiane all’estero in quanto non previste dalla normativa di riferimento.

E' necessario allegare attestazione da parte dell’autorità competente, sul valore legale del titolo professionale. Questa deve certificare

- l’indicazione che la professione di cui si chiede il riconoscimento è “Professione Regolamentata” nel Paese di origine;

- la natura giuridica dell’istituzione scolastica che ha rilasciato il titolo;

- la durata legale della formazione;

- l’indicazione che il titolo di formazione è requisito necessario e sufficiente ai fini dell’insegnamento nelle scuole dell’ordinamento scolastico del Paese che lo ha rilasciato;

- l’indicazione della disciplina che l’interessato può insegnare;

- la fascia di età degli alunni cui è consentito insegnare.

CONOSCENZA DELLA LINGUA DELLO STATO OSPITANTE
L’art. 4 della Direttiva 36/2005/CE e l’art. 7 del relativo decreto legislativo nazionale di attuazione n. 206/2007 prevedono, che per l’esercizio della professione, i beneficiari del riconoscimento delle qualifiche professionali devono possedere le conoscenze linguistiche necessarie cioè la conoscenza della lingua dello Stato ospitante di livello coerente con  la natura della professione che si intende esercitare.

Per esercitare la professione di docente è indispensabile una conoscenza della lingua italiana  appropriata in quanto le conoscenze linguistiche fanno espressamente parte della professione stessa. 

Per l'accertamento delle conoscenze linguistiche, è prevista una differenziazione tra tutti gli insegnamenti e quelli relativi alla professione docente nella scuola primaria e alle classi di concorso 43/A, 50/A, 51/A, 52/A. Per i primi è prevista una prova di conoscenza uguale per tutti gli insegnamenti, per gli altri è necessario superare la specifica prova orale aggiuntiva, come da indicazioni riportate nella circolare ministeriale n. 81 del 23 settembre 2010, in quanto, per quest’ultimi insegnamenti la lingua italiana non è soltanto “mezzo” di esercizio della professione, ma “oggetto” stesso dell’attività da svolgere.

CONDIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO E MISURE COMPENSATIVE
Il riconoscimento può essere richiesto per gli insegnamenti per i quali l’interessato sia legalmente abilitato nel Paese che ha rilasciato il titolo ed a condizione che tali insegnamenti trovino corrispondenza nell'ordinamento scolastico italiano (professione corrispondente). Qualora dall'esame della domanda emerga che non vi è completa corrispondenza tra la formazione professionale richiesta in Italia e quella posseduta dall'interessato, l'Amministrazione dispone di colmare e le  differenze riscontrate attraverso delle misure compensative.
Queste possono consistere nel 
superamento di una prova attitudinale, di solito articolata in una prova scritta e una prova orale (e talvolta anche in una prova pratica) o la frequenza di un tirocinio di adattamento di durata variabile da effettuare presso istituzioni scolastiche italiane, consistente nell'attività di insegnamento affiancata dalla presenza del docente titolare della cattedra. Per i cittadini comunitari (e a quelli della Confederazione Elvetica nonché a quelli dello spazio economico europeo: Islanda – Liechtenstein - Norvegia) esiste la possibilità di scelta fra le due misure compensative mentre per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea non esiste tale facoltà di scelta, che è riservata all'Amministrazione.

Nel caso di mancato superamento della prova attitudinale questa potrà essere ripetuta dopo almeno 6 mesi mentre nel caso di mancato superamento del tirocinio di adattamento, questo potrà essere ripetuto nel successivo anno scolastico.


TEMPI DI RICONOSCIMENTO
L'art. 16 comma 6 del D.lgs 9 novembre 2007, n. 206 prevede che sul riconoscimento provvede l'autorità competente (con proprio provvedimento), da adottarsi nel termine di tre mesi dalla presentazione della documentazione completa da parte dell'interessato.  Il provvedimento è pubblicato nel sito istituzionale di ciascuna amministrazione competente. Entro 30 giorni dal ricevimento della domanda, l'autorità accerta la completezza della documentazione esibita, e ne dà notizia all'interessato. Ove necessario l'Autorità competente richiede le eventuali necessarie integrazioni.

MASTER DE PROFESORADO SPAGNOLO
Con nota 7277 del 25 novembre 2014 il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione ha precisato che non saranno prese in considerazione ai fini del riconoscimento della professione docente le abilitazioni conseguite in spagna (denominate Master de profesorado spagnolo) che realizzano il tirocinio esterno previsto dal percorso formativo spagnolo, interamente presso istituzioni scolastiche italiane paritarie o statali o che prevedono lo svolgimento degli esami finali in Italia i quali, invece, in base alla normativa spagnola dovrebbero svolgersi presso le Università spagnole coinvolte.

Nota 7277 del 25 novembre 2014
Direttiva 36/2005/CE
D. lgs 9 novembre 2007, n. 206
Máster en Formación del Profesorado: riconoscimento o no?
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