OBIETTIVO

SCUOLA

Il TAR Lazio, sezione terza bis, si è pronunciato con la sentenza n. 08423/2018 del 26 giugno 2018 ma pubblicata il 25 luglio 2018, in merito al ricorso promosso da una docente che lamentava di aver dovuto sostenere due prove scritte, quella di Filosofia in comune con la classe di concorso A019 (Storia e filosofia) e l'altra specifica per la classe di concorso A018 (Scienze umane) nonché due prove scritte di lingua straniera. 
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Com'è noto, il DM Decreto Ministeriale 93 del 23 febbraio 2016 costituisce gli ambiti disciplinari tra cui, in particolare, l'ambito AD06 per l'aggregazione delle classi di concorso A018 (Filosofia e scienze umane) e A019 (Filosofia e storia).
Ora, il bando del concorso 2016 prevedeva una prova scritta comune di Filosofia e una prova scritta aggiuntiva per ciascuna classe dell'ambito: per la A18 una prova di Psicologia, Sociologia, Scienze dell'educazione; per la A19 una prova di Storia.

Il TAR Lazio, ha ritenuto fondato il ricorso perché, «nonostante l’unicità della classe, è stato ritenuto di determinare due prove scritte e due differenti prove di lingua inglese in violazione di quanto disposto dall’art. 400 d.lgs. 297/1944 per il quale “È stabilita più di una prova scritta, grafica o pratica soltanto quando si tratti di concorsi per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria, dei licei artistici e degli istituti d'arte e la classe di concorso comprenda più insegnamenti che richiedono tale forma di accertamento”, ritenendosi quindi che nei casi quale quello in esame, in cui la classe di concorso riguarda un solo insegnamento, debba essere richiesta una sola prova scritta».

Di seguito la sentenza completa: 

 Pubblicato il 25/07/2018

N. 08423/2018 REG.PROV.COLL.

N. 12517/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 12517 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da 
Pamela Pastore, rappresentata e difesa dall'avvocato Elena Spina, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 9; 

contro

Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca, Usr - Ufficio Scolastico Regionale per Lazio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Commissione Giudicatrice del Concorso di cui al Bando 106/16, non costituito in giudizio; 

nei confronti

Pasquale Maria Morabito, non costituito in giudizio; 

Con il ricorso originario

per l'annullamento previa sospensiva

e concessione dei provvedimenti immediati e urgenti ex artt. 55 e 56 c.p.a.

- di tutti i Provvedimenti ed i Verbali della Commissione di esame, di estremi ignoti ed ai quali alla ricorrente non ne è stato dato accesso, con i quali le è stato attribuito il punteggio di valutazione delle griglie ed i singoli punteggi, nonché la valutazione di sintesi finale di cui alle prove scritte della procedura concorsuale indetta con DDG n. 106 del 23.02.2016, per la classe di concorso A18, nonché i Verbali di estremi ignoti con cui la ricorrente non è stata ammessa a sostenere la prova orale dello stesso concorso indetto con DDG n. 106 del 23.02.2016, "per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale dovente per i posti comuni di dell'organico dell'autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado";

- dei provvedimenti di estremi ignoti con i quali sono state nominate le Commissioni Esaminatrici per le regioni Lazio, Sardegna, Marche ed Umbria per le classi di concorso A018 e con cui sono stati sostituiti in un momento successivo i commissari.

- dei verbali ed atti adottati dalle Commissioni esaminatrici e di estremi ignoti in generale, ed in particolare lì nella parte in cui hanno modificato in corso d'opera l'iter di svolgimento delle prove d'esame e di attribuzione del relativo punteggio.

- nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali o collegati anteriori e successivi, i verbali e delibere di estremi sconosciuti di nomina dei Commissari, di determinazione dei criteri di valutazione e di adozione dei punteggi, di non ammissione e di attribuzione dei punteggi e di fissazione dei criteri relativi alle valutazioni, con particolare riferimento a criteri di ammissione alla prova orale e di valutazione delle prove scritte; ivi compreso, nella parte in cui risultasse successivamente lesivo della posizione della ricorrente, del DDG n. 106 del 23.02.2016 ovvero del Bando di concorso "per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale dovente per i posti comuni di dell'organico dell'autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado", nonché in parte qua ed ove occorra, nella parte in cui siano successivamente lesivi delle posizioni della ricorrente dei D.M. del Miur N. 95/2016 titolato “Prove di esame e programmi del concorso per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell'infanzia, primaria secondaria di I e II grado nonché personale docente per il sostegno agli alunni con disabilità” e relativo allegato A, D.M. del Miur N. 96/2016 titolato “requisiti dei componenti delle commissioni giudicatrici dei concorso per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell'infanzia, primaria secondaria di I e II grado nonché personale docente per il sostegno agli alunni con disabilità”, D.M. N. 93/2016 titolato “costituzione di ambiti disciplinari.

finalizzati allo snellimento delle procedure concorsuali e di abilitazione all'insegnamento”, O.M. N. 97/2016 titolata “Formazione delle Commissioni giudicatrici dei concorsi per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell'infanzia, primari, secondaria di e I e II grado nonché personale docente per il sostegno agli alunni con disabilità”; del D.P.R. Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso a cattedra e posti di insegnamento a norma dell'art. 64, comma 4 lett. a) del D.L. 25 giugno 2008 112, convertito nella L. 6-8-2008, n. 133” N. 19 del 14.02.2016.

- nonché per l’annullamento di ogni verbale e delibera, di estremi sconosciuti, relativi alla organizzazione e svolgimento delle prove d'esame, nonché tutti i singoli atti della Commissione a carico della ricorrente. Per la declaratoria del diritto della ricorrente ad essere ammessa, anche con riserva, alla partecipazione della fase orale del concorso di cui al Bando impugnato D.G. n. 106 del 23 Febbraio 2016 del MIUR, pubblicato in GU 4a Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 16 del 26-2-2016.

Con i motivi aggiunti

per l’annullamento

- del DDG N. 576 del 18 ottobre 2017 del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, avente ad oggetto la Graduatoria generale di merito di cui all'art. 9 DDG n. 106 del 23 febbraio 2016 per la Regione Lazio, per la classe di concorso A018filosofia e scienze umane.

Nonché della stessa graduatoria di merito, parte integrante del decreto, per la classe di concorso A018 — filosofia e scienze umane, nella parte in cui non include la ricorrente a pieno titolo.

Nonché di ogni altro atto e/o provvedimento preordinato, antecedente, connesso e conseguente se ed in quanto lesivo degli interessi della ricorrente.


Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca e dell’Usr - Ufficio Scolastico Regionale per Lazio;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 giugno 2018 la dott.ssa Claudia Lattanzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

La ricorrente ha impugnato tutti i Provvedimenti e i Verbali della Commissione di esame con cui la ricorrente non è stata ammessa a sostenere la prova orale del concorso indetto con DDG n. 106 del 23.02.2016 “per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale dovente per i posti comuni di dell'organico dell'autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado” e con i successivi motivi aggiunti la conseguente graduatoria di merito.

La ricorrente ha dedotto i seguenti motivi: 1. Violazione di legge, violazione e falsa applicazione dei principi fondamentali dell'ordinamento relativi all'accesso al pubblico impiego ed al pubblico concorso, violazione del d.P.R. 487/1994, T.U. 297/1994, del ddg 106/2016, del d.m. 95/2016, del d.m. 96/2016, del o.m. 97/2016. Violazione nota Miur prot. 14097 del 18.05.2016. Illegittimità dei provvedimenti con particolare riferimento al requisito della specifica motivazione. Eccesso di potere. Illogicità, irragionevolezza, incongruità. Carenza di motivazione. Violazione legge 241/1990 e violazione del principio di trasparenza e di correttezza amministrativa. Nonché dei principi generali in materia di diritto – disparità di trattamento – ingiustizia manifesta – eccesso di potere sotto diversi profili. Sulla carenza di motivazione assenza di criteri rigorosi di svolgimento delle prove. Violazione artt. 3, 24, 97 e 113 cost. Considerazione parziale ed ingiusta dei singoli parametri di valutazione, nonché disparità di trattamento.

Sostiene la ricorrente: che ha dovuto sostenere due prove scritte, quella di filosofia in comune con la classe di concorso A019 -Storia e Filosofia, e una prova scritta, per la Classe di Concorso A18 – Scienze Umane, e due prove di lingua straniera; che le altre classi di concorso per le quali era prevista la doppia prova sono solo quelle che permettono di accedere a più graduatorie; che se l’accesso è ad una unica graduatoria la prova scritta dovrà essere una sola; che per l’art. 400 TU 297/1994 la prova di lingua straniera deve essere prevista come facoltativa; che le griglie recanti i criteri di valutazione sono state pubblicate dopo lo svolgimento delle prove scritte; che il tempo messo a disposizione per lo svolgimento delle prove ed i quesiti posti era incongruo; che i quesiti erano ambigui o comunque con diciture errate.

Il Ministero si è costituito con atto di stile.

Con ordinanza 3424/2017, questo Tribunale, ritenuto “che l’amministrazione si è costituita con mero atto di forma, e pertanto - rilevata la particolarità delle censure dedotte con riferimento alla correzione delle prove scritte della classe di concorso in esame (che sarebbe stata affidata alla commissione della Classe di concorso di Filosofia) e che, nonostante l’unicità della classe , si è ritenuto di somministrare due prove scritte e due differenti prove in lingua - con ordinanza n.3424/2017” ha “ritenuto indispensabile acquisire documentati chiarimenti in merito alle circostanze dedotte nel ricorso, con avviso che in caso di inottemperanza potranno essere tratti argomenti di prova ex art.64 cpa”.

Con ordinanza 1608/2017 è stata accolta la richiesta misura cautelare “stante la perdurante inerzia dell’amministrazione” e con successiva ordinanza 2025/2018 è stata disposta l’integrazione del contraddittorio.

Con motivi aggiunti la ricorrente, premesso di aver superato le prove orali, ha impugnato la graduatoria di merito nella parte in cui la stessa non è stata inclusa.

In data 2 maggio 2018 l’Amministrazione ha depositato documentazione.

Alla pubblica udienza del 26 giugno 2018 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Il ricorso deve essere accolto in applicazione dell’art. 64 c.p.a., secondo quanto disposto nelle ordinanze sopra citate, posto che, nonostante più volte richiesto, l’Amministrazione non ha mai depositato la relazione richiesta.

In particolare, deve essere ritenuto fondato il motivo per cui, nonostante l’unicità della classe, è stato ritenuto di determinare due prove scritte e due differenti prove di lingua inglese in violazione di quanto disposto dall’art. 400 d.lgs. 297/1944 per il quale “È stabilita più di una prova scritta, grafica o pratica soltanto quando si tratti di concorsi per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria, dei licei artistici e degli istituti d'arte e la classe di concorso comprenda più insegnamenti che richiedono tale forma di accertamento”, ritenendosi quindi che nei casi quale quello in esame, in cui la classe di concorso riguarda un solo insegnamento, debba essere richiesta una sola prova scritta.

A conferma dell'interpretazione sopra citata è anche il comportamento dell'Amministrazione che nulla ha dedotto sulle censure proposte dalla ricorrente, circostanza quest’ultima che consente di applicare il principio di non contestazione, di cui al comma 4 dell’art. 64 c.p.a., nella parte in cui prevede la possibilità di dedurre argomenti di prova dal comportamento tenuto dalle parti nel corso del processo.

In conclusione, il ricorso deve essere accolto con compensazione delle spese di giudizio stante la particolarità della questione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui successivi motivi aggiunti, come in epigrafi proposti, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati nei limiti di interesse della ricorrente.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:

Riccardo Savoia, Presidente

Claudia Lattanzi, Consigliere, Estensore

Emiliano Raganella, Primo Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Claudia Lattanzi Riccardo Savoia

IL SEGRETARIO

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