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Gilda Insegnanti – Call veloce: peggio del previsto, snellire concorsi per arginare precariato

Anche quest’anno il numero di posti vacanti che resteranno scoperti sarà esorbitante, facendo schizzare le supplenze a quota oltre 200.000

Calabria 16 domande, Molise, 7, Piemonte 30, Toscana 50, Puglia 26, Friuli 8: i primi dati ufficiali sulla call veloce parlano di un flop che, complice anche il blocco quinquennale, supera di gran lunga le più pessimistiche previsioni e lasciano presagire un numero di richieste nettamente al di sotto delle attese e risibile se paragonato alle 60.000 cattedre non assegnate sulle 84.000 previste.

“Anche quest’anno, come avevamo ampiamente previsto, – commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – il numero di posti vacanti che resteranno scoperti sarà esorbitante, facendo schizzare le supplenze a quota oltre 200.000. E la situazione non è destinata a migliorare neanche con i concorsi per i quali sono stati banditi circa 70.000 posti nel prossimo triennio, un numero del tutto insufficiente a coprire in maniera strutturale gli organici che, in previsione dei prossimi pensionamenti, nel triennio 2020/23 dovrebbero portare ad una disponibilità di almeno 140-150 mila posti”.

“È evidente come il sistema di reclutamento non sia in grado di stare al passo con questi grandi numeri che richiederebbero di fare un concorso ogni mese. Per disporre in tempo utile delle graduatorie da cui attingere per coprire tutte le cattedre e arginare il fenomeno del precariato diventato ormai patologico, è indispensabile snellire le procedure concorsuali. A tal proposito, – ricorda Di Meglio – siamo ancora in attesa di avviare i tavoli tecnici per l’istituzione di nuovi percorsi abilitanti strutturali previsti dal Decreto Scuola approvato il 6 giugno scorso che, come prevede l’articolo 2 bis, dovrebbe essere avviato entro 60 giorni, ormai scaduti, tramite un decreto ad hoc a firma del Ministro dell’Istruzione”.

“La definizione di nuove e strutturali forme di procedure abilitanti e di un adeguamento delle forme di reclutamento – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – sono assolutamente necessarie per evitare che altri flop si ripetano nuovamente il prossimo anno e che la situazione esploda”.

Roma, 7 settembre 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti

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