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Percorsi abilitanti ITP e punteggi nelle GPS sostegno: la UIL Scuola RUA e “La Voce dei Giusti” presentano reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali di Strasburgo

La UIL Scuola RUA, rappresentata dall’avvocato Domenico Naso, insieme agli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha presentato un reclamo ufficiale al Comitato Europeo dei Diritti Sociali di Strasburgo contro lo Stato italiano e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il ricorso – firmato anche dall’associazione sindacale “La Voce dei Giusti” – denuncia la violazione dei principi europei di uguaglianza, non discriminazione e diritto al lavoro sanciti dalla Carta Sociale Europea.

Il cuore della contestazione: il punteggio previsto dall’Ordinanza Ministeriale delle GPS

Al centro del reclamo vi è l’Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024, che disciplina l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il biennio 2024/26.

Secondo i sindacati, tale ordinanza introduce una disparità di trattamento ingiustificata ai danni degli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP) nelle graduatorie del sostegno scuola secondaria di secondo grado (ADSS).

Il punto critico riguarda la valutazione dei nuovi percorsi abilitanti (DPCM 4 agosto 2023), identici per tutti i docenti, ma valutati in modo profondamente diverso:

  • fino a 36 punti per i docenti delle discipline teoriche;

  • fino a 12 punti per gli ITP, pur trattandosi dello stesso titolo di abilitazione.

La disparità nasce dall’applicazione combinata delle Tabelle A/3 e A/5 dell’OM 88/2024. In particolare la tabella A/5, diversamente dalla tabella A/3, non prevede l’attribuzione dei 24 CFU fissi attribuiti per il conseguimento dell’abilitazione di cui al DPCM 4 agosto 2023.

La prima, riferita ai docenti “teorici”, riconosce fino a 36 punti per il titolo abilitante; la seconda, riservata agli ITP, ne riconosce solo 12.

Il risultato è una penalizzazione fino a 24 punti di differenza, equivalenti a due anni di servizio scolastico, che può determinare lo scavalcamento in graduatoria e la perdita di opportunità lavorative. Tale differenza si ripercuote di conseguenza anche nelle GPS di sostegno (Tabella A/7).

“Una discriminazione evidente”: il commento della UIL Scuola

Il segretario generale Giuseppe D’Aprile ha sottolineato:

“Abbiamo scelto di portare questo caso in Europa perché si tratta di una disparità evidente. Gli ITP hanno conseguito gli stessi titoli dei colleghi, ma vengono valutati meno, senza alcuna ragione logica o giuridica. Non chiediamo privilegi, chiediamo coerenza: a parità di titolo, deve corrispondere parità di trattamento.”

Gli avvocati Naso, Bonetti e Delia aggiungono che l’Ordinanza 88/2024 produce un danno concreto, limitando l’accesso degli ITP a incarichi e immissioni in ruolo, e violando così i principi europei di equità, merito e pari opportunità.


Il contenuto del reclamo depositato a Strasburgo

Nel reclamo collettivo inviato al Segretario Esecutivo del Comitato Europeo dei Diritti Sociali, i legali contestano la violazione di tre articoli fondamentali della Carta Sociale Europea:

  1. Articolo E – Non discriminazione, in combinato disposto con gli articoli 1§2 e 4§1;

  2. Articolo 1§2 – Diritto al lavoro, per l’ostacolo ingiustificato all’accesso e al mantenimento dell’occupazione;

  3. Articolo 4§1 – Diritto a una retribuzione equa, poiché la disparità di punteggio si traduce in minori opportunità di lavoro e, di conseguenza, di reddito.

Le motivazioni giuridiche

Nel ricorso si evidenzia che:

  • il titolo di abilitazione è identico per ITP e docenti teorici, sia per contenuti che per valore legale;

  • l’OM 88/2024 attribuisce punteggi differenti non per qualità del titolo, ma per il titolo di accesso al percorso (diploma o laurea), criterio che non ha alcun fondamento giuridico;

  • la distinzione così introdotta è illogica, sproporzionata e discriminatoria, poiché svaluta un titolo che dovrebbe essere valutato univocamente;

  • la conseguente penalizzazione economica e professionale integra una violazione indiretta del diritto a un’equa retribuzione.

Gli avvocati evidenziano che la normativa italiana finisce per “svalutare un titolo identico in base al titolo di studio di partenza, contraddicendo lo stesso principio di merito proclamato dallo Stato”.


Le richieste del sindacato al Comitato Europeo

Nel dispositivo finale del reclamo, la UIL Scuola RUA e “La Voce dei Giusti” chiedono al Comitato di:

  1. Dichiarare la violazione da parte dello Stato italiano degli articoli E, 1§2 e 4§1 della Carta Sociale Europea;

  2. Raccomandare al Governo italiano di modificare le tabelle dell’OM 88/2024, eliminando la disparità di punteggio per i docenti ITP e riconoscendo loro lo stesso punteggio attribuito ai colleghi “teorici”;

  3. Rettificare retroattivamente le graduatorie GPS già vigenti, ricalcolando i punteggi e restituendo le opportunità lavorative perdute;

  4. Garantire parità di accesso ai percorsi abilitanti per tutte le classi di concorso ITP.

VEDI IL RECLAMO

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