HomeCovid-19Passaggio alla zona gialla/arancione: quali conseguenze per la scuola?

Passaggio alla zona gialla/arancione: quali conseguenze per la scuola?


Con l’Ordinanza n. 27 novembre 2020 del Ministero della Salute si è provveduto alla modificazione della classificazione del rischio epidemiologico di alcune Regioni.
In particolare a partire da domenica 29 novembre 2020 e fino al 3 dicembre 2020 (in attesa dell’emanazione del nuovo DPCM):

1) le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte passano da zona rossa a zona arancione con la conseguenza che cessa l’applicazione delle misure di cui all’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 e sono conseguentemente applicate le misure di cui all’art. 2 del medesimo decreto.

2) le Regioni Liguria e Sicilia passano da zona arancione a zona gialla con la conseguenza che cessa l’applicazione delle misure di cui all’art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020.

 

COSA CAMBIA IL PASSAGGIO DA ZONA ARANCIONE A ZONA GIALLA PER LA SCUOLA
Il passaggio dalla zona gialla a quella arancione (o viceversa, come in questo caso) non comporta delle dirette ripercussioni per quanto riguarda la scuola.  Infatti, l’individuazione come area ad elevata gravità e da un livello di rischio alto” (zona arancione) non presenta differenze, in quanto si applicano le stesse misure previste a livello nazionale per le Regioni “gialle”.
Sebbene nelle zone arancioni sono vietati gli spostamento in entrata e in uscita dai territori, sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza 
nei limiti in cui la stessa è consentita. 

COSA CAMBIA IL PASSAGGIO DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA ARANCIONE
Il passaggio dalla zona arancione alla zona rossa (o viceversa), determina invece delle importanti conseguenze perché nelle zone rosse la didattica a distanza si estende anche alle seconde e terze classi della scuola secondaria di I grado (la scuola media).

Nelle zone rosse infatti:

  • Restano in presenza la scuola dell’infanzia, i servizi educativi per l’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.
  • Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.

Pertanto, nel caso in questione il passaggio dalle zone rosse alle zone arancioni comporta il ritorno alla didattica in presenza per le seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado (la scuola media), fermo restando che l’attività didattica nella secondaria di secondo grado continua a svolgersi a distanza.
Quanto detto, salva la possibilità da parte delle Regioni di prevedere delle misure più restrittive rispetto a quelle previste a livello nazionale.

È questo il caso della Regione Piemonte che, con l’Ordinanza Regionale n. 132 ha disposto fino a mercoledì 23 dicembre 2020 il ricorso alla didattica digitale a distanza nelle classi seconde e terze medie statali e paritarie.

 

Ordinanza n. 132

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