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Riconoscimento abilitazione concorso straordinario 2020: la UIL Scuola scrive al capo di dipartimento del Ministero

La UIL Scuola, facendo seguito alla precedente richiesta del 15/07/2021, anche a seguito e per effetto dell’informativa ricevuta in data 16 luglio 2021 durante l’incontro con l’amministrazione, ha ribadito la richiesta del riconoscimento dell’abilitazione per coloro che hanno superato la prova scritta del concorso straordinario.
A integrazione della stessa, viene allegata una scheda di dettaglio in cui si esprimono delle valutazioni sindacali supportate da motivazioni giuridiche. 

Il DECRETO SOSTEGNI BIS, interviene sulla materia con ulteriori modificazioni in particolare (l’art. 59), tre importanti modifiche

  1. Integra gli idonei in un’unica graduatorie di merito, sia coloro che rientrano nei posti che quelli che superano le prove con il punteggio minimo di 56/80. Pertanto l’elenco graduato degli idonei è, di fatto eliminato o vuoto, senza effetti se si vuole accedere all’interpretazione solo letterale.
  2. elimina il conseguimento dei 24 CFU;
  3. elimina la prova orale di abilitazione per coloro i quali sarebbero rientrati nell’elenco non graduato.

Resta invece indefinito il requisito del contratto di docenza a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato di durata annuale, avendone trasformato l’obiettivo che è evidentemente quello di snellire e raggiungere l’obiettivo della stabilizzazione, o se si vuole seguire il tema dei ristori anche per tale personale.

Detto ciò, la possibile interpretazione a cui, noi facciamo riferimento, non può che essere riferita alla ratio della legge e non solo al tenore letterale di una norma scritta male e che va interpreta per produrre effetti positivi e non per negarli.

In particolare, occorre:

  1. stabilire il momento in cui l’abilitazione si intende acquisita
  2. l’obiettivo della norma.

Si evince, volendo conferire alla norma un valore positivo, come dal combinato disposto delle stesse, non si assegna più il valore abilitante alla prova orale finale e non si comprende perché mai dovrebbe valere per le immissioni in ruolo a cui il superamento dell’anno di formazione e prova, al più, rappresenta la condizione logica per svolgere la professione docente.

Inoltre, la modifica legislativa interviene nella fase in cui si introduce un concetto di stabilizzazione dei precari sia pure limitato alla prima fascia delle GPS.

Ora, solo garantendo la possibilità di allargare questa platea, molto ristretta (abilitati all’estero), si va verso l’obiettivo della legge, quella di stabilizzare i precari che abbiano alcuni requisiti che nulla o poco hanno a che vedere con gli obiettivi del concorso straordinario, come era concepito, più preoccupato di chi stabilizzare che di come stabilizzare. Diversamente, non si comprenderebbe nemmeno logicamente il senso della variazione introdotta con il Decreto Sostegni Bis.

 

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