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Concorso Ordinario scuola secondaria: il parere del CSPI sul decreto del Ministero, programmi e tabella titoli

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) nella seduta plenaria del 4 novembre 2021 ha espresso i previsti pareri obbligatori (ma non vincolanti) sui due decreti del Ministro dell’Istruzione relativi ai concorsi ordinari.

Nel parere relativo al decreto per il concorso ordinario della scuola secondaria, il CSPI sottolinea la centralità e l’importanza del reclutamento e della formazione iniziale del personale mediante la valorizzazione delle capacità e delle potenzialità professionali degli aspiranti. Il CSPI ribadisce la necessità di individuare un percorso di reclutamento omogeneo e univoco tale da definire, in tempi brevi, un sistema ordinario che dia certezze di programmazione al fine di approdare a una riforma del reclutamento che metta al centro la formazione iniziale con percorsi strutturati e stabili, garantendo altresì adeguate modalità di preparazione ai candidati. 

Il CSPI:

  • Ritiene opportuno che i quesiti della prova scritta della procedura per i posti di sostegno vertano anche su tematiche disciplinari, culturali e professionali proprie dell’insegnamento curriculare; parimenti, i quesiti della prova scritta e la prova orale della procedura per i posti comuni dovrebbero accertare anche conoscenze e competenze relative ai temi dell’inclusione scolastica.
  • Rileva l’assenza nelle premesse del richiamo all’articolo 59, comma 10 bis, del decreto-legge 25  maggio 2021, n. 73, che, come successivamente indicato dall’articolato, prevede una riserva di posti, pari al 30 per cento per ciascuna regione, classe di concorso e tipologia di posto, in favore di coloro che hanno svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei dieci anni precedenti.
  • Propone di specificare che i docenti che abbiano conseguito il titolo di differenziazione didattica Montessori, Pizzigoni, Agazzi per la scuola dell’infanzia e primaria entro i termini previsti dal bando di concorso possano dichiarare il possesso dei titoli al fine della costituzione di una graduatoria dei vincitori anche con il titolo specifico che possano optare tra il posto comune e il posto di differenziazione didattica.
  • In relazione alla prevista possibilità di ammissione con riserva di coloro che hanno conseguito titoli abilitanti all’estero, il CSPI si limita a segnalare al Ministero che la tempistica di riconoscimento risulta al momento fin troppo lunga e ciò spesso determina un accantonamento dei posti per i candidati in attesa di riconoscimento, con conseguenti ricadute sull’intera procedura assunzionale.
  • Per quanto concerne lo svolgimento dei concorsi per le scuole con lingua d’insegnamento slovena e bilingue sloveno-italiano nel Friuli-Venezia Giulia il CSPI segnala che la redazione delle prove scritte computer-based va prevista anche per la lingua slovena ai sensi di quanto previsto dal comma 5 dell’art. 425 del Dlgs. 297/94.
  • Propone l’estensione dei tempi della prova scritta da 100 a 120 minuti
  • Suggerisce di prevedere nel D.M. punteggi differenziati per le risposta esatte, per le risposte non date e per le risposte errate.
  • Propone che i quadri di riferimento per la valutazione della prova scritta computer based, che dovranno essere pubblicati sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dello svolgimento della prova (piuttosto che i 10 attualmente previsti).
  • Prevedere che, i fini di una più efficace procedura di reclutamento, finalizzata alla copertura di tutti i posti disponibili, il CSPI propone di inserire che: “Nel caso di eventuali rinunce alla nomina si procede all’individuazione di un corrispondente numero di aspiranti per integrare la graduatoria.”
  • Al fine di garantire un efficace svolgimento della fase di valutazione delle prove, il CSPI propone l’esonero dal servizio per i componenti delle commissioni esaminatrici.

Il CSPI conclude con un’espressione di parere favorevole, ma lo condiziona all’accoglimento delle richieste formulate, invitando l’Amministrazione a far proprie le considerazioni avanzate in premessa.

PARERE SUI PROGRAMMI

Il CSPI ritiene costruttivo e opportuno segnalare alcuni refusi ed alcune considerazioni di carattere pedagogico – didattico che potrebbero essere valutati per arrivare ad una correzione dell’attuale stesura dell’allegato A in modo da superare eventuali fraintendimenti e orientare allo stesso tempo il Comitato tecnico scientifico nell’elaborazione dei quesiti della prima prova scritta.

A.1 Parte generale.
Sarebbe opportuno che la parte generale riferita alla legislazione scolastica sia diversificata nei due gradi di scuola, fermo restando il rispetto delle parti comuni declinate fino al punto 6. Infatti, come detto in premessa, i candidati devono «dimostrare il possesso dei requisiti culturali e professionali correlati al posto specifico».

Nelle “Avvertenze Generali” dell’Allegato A, concorso ordinario 2016 DM 95/2016, era specificato che le conoscenze della legislazione e della normativa scolastica attenessero al relativo grado di istruzione; indicazione che più puntualmente orienta il candidato nella preparazione.

Nello specifico:

  • Al punto 7, lettera e) si chiede di declinare i decreti per il relativo grado di istruzione soprattutto quelli riferiti ai percorsi di studio e agli assetti. Il DPR n.87/2010, “Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali”, e relative Linee guida sono vigenti fino all’anno scolastico 2021-22 (per le sole classi quinte). La sostituzione è costituita dalla “Revisione dei percorsi” (D.Lgs. 61/2017) che ha modificato gli assetti precedenti. Non precisare questo passaggio, dove le norme sembrano equivalenti, crea disorientamento.
  • Sempre dal raffronto con i programmi del 2016, è evidente la soppressione della lettera j, Linee guida nazionali per l’orientamento permanente (nota MIUR prot.n.4232 del 19.02.2014), i cui contenuti venivano presentati come «strumento per gestire la transizione tra scuola, formazione e lavoro …». Indicazioni certamente superate dall’alternanza scuola lavoro e di recente dai PCTO, di cui però non c’è traccia tra i documenti dei programmi A.1 Parte generale.

Sarebbe opportuno che la parte generale riferita alla legislazione scolastica sia diversificata nei due gradi di scuola, fermo restando il rispetto delle parti comuni declinate fino al punto 6. Infatti, come detto in premessa, i candidati devono «dimostrare il possesso dei requisiti culturali e professionali correlati al posto specifico».

Nelle “Avvertenze Generali” dell’Allegato A, concorso ordinario 2016 DM 95/2016, era specificato che le conoscenze della legislazione e della normativa scolastica attenessero al relativo grado di istruzione; indicazione che più puntualmente orienta il candidato nella preparazione.

Nello specifico:

  • Al punto 7, lettera e) si chiede di declinare i decreti per il relativo grado di istruzione soprattutto quelli riferiti ai percorsi di studio e agli assetti. Il DPR n.87/2010, “Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali”, e relative Linee guida sono vigenti fino all’anno scolastico 2021-22 (per le sole classi quinte). La sostituzione è costituita dalla “Revisione dei percorsi” (D.Lgs. 61/2017) che ha modificato gli assetti precedenti. Non precisare questo passaggio, dove le norme sembrano equivalenti, crea disorientamento.
  •  Sempre dal raffronto con i programmi del 2016, è evidente la soppressione della lettera j, Linee guida nazionali per l’orientamento permanente (nota MIUR prot.n.4232 del 19.02.2014), i cui contenuti venivano presentati come «strumento per gestire la transizione tra scuola, formazione e lavoro …». Indicazioni certamente superate dall’alternanza scuola lavoro e di recente dai PCTO, di cui però non c’è traccia tra i documenti dei programmi.

Il CSPI, considerata l’interconnessione tra le competenze generali con quelle specifiche per una didattica inclusiva, propone che per il posto comune siano specificate le tematiche riguardanti la gestione della classe e il possesso delle competenze pedagogiche e didattiche orientate alla progettazione universale.

Si segnala altresì la possibilità di elaborare i quesiti della prova scritta sulla parte del programma A2 specifica per ogni classe di concorso , lasciando l’accertamento delle competenze della parte del
programma A1 alla prova orale che appare per sua strutturazione aperta più conforme all’accertamento delle competenze della parte generale del programma A1.

A2. – Parte relativa ai posti di sostegno e ai posti comuni suddivisi per classi di concorso.
Con riferimento ai programmi concorsuali delle singole classi di concorso (Allegato 2.2), in considerazione al loro numero e all’ampiezza degli stessi, la cui analisi ed approfondimento avrebbe richiesto il contributo di esperti disciplinari e tempi adeguati alla gravosità dell’impegno; il CSPI ritiene comunque a titolo esemplificativo di proporre alcune osservazioni ed indicazioni di merito.

A2.2 – Programmi concorsuali.
I programmi disciplinari appaiono enciclopedici, eccessivamente generici e nozionistici, caratterizzati dalla tendenza a proporre tematiche e contenuti, trascurando sia le Indicazioni nazionali, in particolare quelle della scuola secondaria di primo grado e dei Licei, sia le Linee guida degli Istituti tecnici e dei professionali, tendenza testimoniata peraltro dalla scelta di titoli di paragrafi riferiti ad ambiti diversi da quelli presenti nelle Linee Guida e Indicazioni Nazionali.

Infatti, la trattazione delle conoscenze nelle Linee guida e nelle Indicazioni nazionali 2012 avviene sulla base di scelte significative da parte del docente. Questa competenza è quella che deve essere valutata in sede concorsuale, non quella prettamente accademica, già valutata in sede universitaria.

L’orientamento proposto nei programmi concorsuali al candidato non sottolinea sufficientemente
l’esigenza di interpretare i canoni disciplinari come “campi di scelte” da effettuare in una prospettiva di rilevanza epistemologica, psicologica e pedagogica per l’insegnamento e l’apprendimento.

Classi: A01 – Arte e immagine, A-17 – Disegno e Storia dell’arte.
Una caratteristica del presente bando è quella di riproporre una modalità di accesso separata, come precedente al DM n.354/1998 tra la classe A-01 e la Classe A-17.
I programmi sono pertanto diversi tra A-01 e A-17 ma con una rielaborazione “sbrigativa” che ha portato a rivedere i contenuti in termini quantitativi anziché adattarli alle tematiche specifiche dei bisogni formativi e di apprendimento degli alunni.

Appare evidente come nel rapporto tra i contenuti di A-01 e A-17 il metodo di definizione degli stessi sia stato quello di riproporre la traccia di un programma più esteso in A-17, anche secondo una coerenza difficile da comprendere, e più ridotto per A-01.

Nello specifico appare eccessivo il richiamo alla conoscenza della didattica museale in quanto terreno ricchissimo di esperienze, ma estremamente variegate e disomogenee nelle diverse realtà territoriali.
Altrettanto velleitario è il richiamo al rapporto tra la comunicazione/espressione visiva e “le modalità generali del pensiero …”, che presupporrebbe solidi studi psico-pedagogici e semiologici, inesistenti nei percorsi di formazione accademica.

Si sottolinea anche che nella prova pratica è previsto l’utilizzo di tecniche digitali per la realizzazione dell’elaborato. È quindi necessario specificare, alla pari dell’elencazione delle tecniche pittoriche o grafiche, quali software siano in dotazione e disponibili per l’eventuale scelta del candidato.

Classe A11 – Discipline letterarie e latino: si segnala che il programma di storia risulta ultroneo rispetto ai contenuti di insegnamento previsti nel primo biennio della secondaria di secondo grado.

Classi: A53 – Storia della musica negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

Il CSPI segnala l’anomalia relativa alla classe di concorso A-53 in cui viene data indicazione della prova orale diversamente dalle prove delle altre classi di concorso in cui non si fa alcun riferimento alla seconda prova.

Il CSPI propone infine di declinare più precisamente l’ambito delle competenze di inglese e di informatica per i quesiti presenti nella prima prova per poter meglio orientare lo studio dei candidati .

PARERE SULLA TABELLA TITOLI

Il CSPI dopo attenta analisi della tabella in oggetto rileva quanto segue in riferimento ai singoli punti della tabella stessa:

  1. Si evidenzia la completa mancanza di valutazione del titolo culturale di base che dovrebbe rispettare le differenziazioni già previste nella tab. ai punti A.1.1, A.1.2 e A.1.3. Al punto A.1.1 si chiede di valorizzare la lode nel voto di laurea.
  2. Sostituire il punto B.2.3 2 con il seguente: Idoneità in concorsi per orchestre sinfoniche degli Enti di cui all’art. 28 comma 1 della legge 14 agosto 1967 n. 800 e s.m.i., delle Fondazioni Lirico Sinfoniche di cui al D. Lgs. 367/96 e s.m.i., della legge 11 novembre 2003, n. 310, delle Orchestre riconosciute ai sensi dell’art. 28 della legge 14 agosto 1967 n. 800 e s.m.i.3-
  3. Punti B.4.2, B.4.3, B.4.4 e B.4.5: appare sovrastimato il punteggio attribuito ai punti B.4.2, B.4.3, B.4.4 e B.4.5, (dottorato, abilitazione scientifica nazionale, attività di ricerca scientifica sulla base di assegni) rispetto al punteggio attribuito al servizio nella classe di concorso specifica, essendo titoli specifici richiesti esclusivamente in ambito accademico e la loro valutazione/valorizzazione deve essere attinente alla classe di concorso di riferimento.
  4. Punto C.1: si chiede di prevedere la valutazione del servizio non specifico prestato sia su posto comune sia su quello sostegno.

Si chiede infine di inserire un ulteriore punto D, in cui si possa attribuire un punteggio per le pubblicazioni scientifiche riconosciute nella valutazione ANVUR.

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