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Concorsi docenti dopo il PNRR, Pittoni: “Niente concorsoni annuali, solo procedure mirate dove le graduatorie sono vuote”

Potrebbe cambiare in maniera significativa il sistema dei concorsi per il reclutamento dei docenti una volta conclusa la fase strettamente collegata al PNRR.

A intervenire sulla questione è Mario Pittoni, già senatore e attuale responsabile del Dipartimento Istruzione e scuola della Lega, che in un post pubblicato il 16 settembre annuncia che, secondo quanto emerso dalle interlocuzioni tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Commissione europea, non sarebbero previsti nuovi “concorsoni” annuali generalizzati dopo quelli del PNRR. 

Secondo Pittoni, l’orientamento sarebbe invece quello di ricorrere a procedure concorsuali più circoscritte, da bandire soltanto per le classi di concorso e i territori nei quali le graduatorie disponibili risultino prive di candidati.

Cosa ha annunciato il Sen. Pittoni

Nel suo intervento Pittoni sostiene che i concorsi annuali generalizzati previsti dal nuovo sistema di reclutamento non proseguiranno, nella stessa forma, dopo la conclusione della fase PNRR.

Secondo l’ex senatore, la presenza di numerose graduatorie ancora utilizzabili renderebbe poco funzionale bandire ogni anno nuove procedure sulle medesime classi di concorso e nei medesimi territori.

La soluzione prospettata sarebbe invece quella di effettuare quelli che Pittoni definisce “mini-concorsi mirati”, limitati a quelle regioni e a quelle classi di concorso\tipologie di posto nei quali non siano disponibili candidati nelle graduatorie dalle quali effettuare le immissioni in ruolo.

Il sistema previsto dal PNRR: concorsi con cadenza annuale

Per comprendere la portata dell’annuncio occorre ricordare come è stato costruito il nuovo sistema di reclutamento.

La Riforma 2.1 della Missione 4, Componente 1 del PNRR, dedicata al reclutamento degli insegnanti, ha introdotto un nuovo modello basato sulla formazione iniziale abilitante e sulla semplificazione delle procedure concorsuali. La documentazione parlamentare descrive espressamente tra gli elementi della riforma lo svolgimento dei concorsi con cadenza annuale.

La previsione è stata recepita anche nella normativa nazionale.

L’articolo 59, comma 10, del decreto-legge n. 73/2021 stabilisce infatti che i concorsi ordinari per il personale docente della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, su posto comune e di sostegno, siano banditi con frequenza annuale. La disposizione è tuttora presente nell’ordinamento.

È proprio nell’ambito di questo sistema che sono state realizzate le successive procedure PNRR.

Le interlocuzioni con la Commissione europea

Pittoni riferisce che l’orientamento sarebbe maturato a seguito di specifiche interlocuzioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito con la Commissione europea.

Il rapporto con Bruxelles è rilevante perché il nuovo sistema di reclutamento costituisce uno degli interventi inseriti nel PNRR e le modifiche intervenute negli ultimi anni sul sistema degli idonei sono già state oggetto di confronto con la Commissione.

Il Ministero aveva ad esempio spiegato, in una risposta parlamentare dell’aprile 2025, che l’introduzione della quota aggiuntiva degli idonei pari al 30% dei posti banditi era stata definita anche tenendo conto delle richieste della Commissione europea.

Nel luglio 2026 lo stesso Ministro Giuseppe Valditara ha inoltre riferito al Senato che, attraverso le interlocuzioni con la Commissione, era stata richiesta una maggiore flessibilità nell’utilizzo sia degli idonei dei concorsi 2020 sia di quelli dei concorsi PNRR.

L’affermazione di Pittoni si inserisce dunque in un processo di revisione del sistema di reclutamento che negli ultimi due anni ha progressivamente aumentato le possibilità di utilizzare le graduatorie già esistenti.

Il problema delle graduatorie ancora piene

Alla base della questione c’è proprio il numero di graduatorie concorsuali che continueranno a produrre effetti negli anni successivi alla conclusione del PNRR.

Nel 2025 il legislatore è già intervenuto per aumentare le possibilità di assunzione degli idonei.

Per i concorsi PNRR, le graduatorie sono state integrate, per un triennio dalla loro pubblicazione, con i candidati risultati idonei, entro il limite del 30% dei posti messi a concorso. Le norme stabiliscono inoltre un ordine di priorità tra le diverse graduatorie utilizzabili.

A questo meccanismo si aggiunge un ulteriore strumento particolarmente importante proprio a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

Gli elenchi regionali degli idonei dal 2026/27

La normativa ha infatti previsto la costituzione di un elenco regionale al quale possono accedere, a domanda, i candidati che abbiano almeno superato la prova orale di un concorso bandito a partire dal 2020.

Tali elenchi possono essere utilizzati dal 2026/27 quando, dopo lo scorrimento delle altre graduatorie concorsuali, rimangano ancora posti vacanti e disponibili.

Il Ministero ha spiegato che questo strumento serve proprio ad affrontare quelle situazioni territoriali nelle quali i posti disponibili risultano superiori al numero dei candidati presenti nelle graduatorie, consentendo di utilizzare aspiranti provenienti anche da altre regioni anziché ricorrere nuovamente a supplenze annuali.

È quindi evidente il collegamento con quanto affermato oggi da Pittoni.

Se le graduatorie dei concorsi precedenti e gli elenchi regionali sono in grado di fornire candidati sufficienti a coprire i posti disponibili, l’ipotesi prospettata è quella di evitare l’apertura di una nuova procedura concorsuale generalizzata sulla stessa classe di concorso.

Una nuova selezione diventerebbe invece necessaria laddove la catena delle graduatorie utilizzabili non fosse sufficiente a coprire il fabbisogno.

Un orientamento che Pittoni aveva già anticipato

L’intervento non arriva del tutto inaspettato.

Già nei mesi precedenti Pittoni aveva sostenuto la necessità di utilizzare maggiormente gli idonei e le graduatorie esistenti prima di procedere con nuovi concorsi, collegando questa posizione alla proposta più generale di rafforzare il cosiddetto doppio canale di reclutamento.

Nel maggio 2026 aveva indicato tra gli strumenti già ottenuti proprio gli elenchi regionali attivi dal 2026/27, sottolineando che, una volta superata la fase dei concorsi PNRR, questi avrebbero potuto avere un ruolo crescente nelle assunzioni.

Nel giugno successivo aveva nuovamente sostenuto che, prima di bandire ulteriori concorsi, sarebbe stato opportuno assorbire gli aspiranti già presenti nelle diverse graduatorie.

Il post del 16 settembre compie però un passo ulteriore, perché non si limita a indicare una preferenza politica: Pittoni riferisce che, a seguito delle interlocuzioni tra Ministero e Commissione europea, i concorsi annuali generalizzati del post-PNRR non sarebbero più previsti.

Dal sistema dei concorsi annuali a un reclutamento basato sulle graduatorie?

Il quadro che emerge dal post di Pittoni è dunque quello di un possibile cambio di impostazione nella fase successiva al PNRR.

I grandi concorsi annuali introdotti nell’ambito della riforma PNRR lascerebbero spazio, secondo quanto da lui riferito, a un sistema nel quale prima vengono utilizzate le graduatorie ancora vigenti e gli elenchi degli idonei e solo laddove questi strumenti non siano sufficienti si procede con un nuovo concorso mirato.

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