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OBIETTIVO SCUOLA

PORTALE DI INFORMAZIONE SCOLASTICA

L'INCOMPATIBILITÀ NELLA SCUOLA
A norma dell'art. 508 del Testo unico della scuola, "Il personale docente non può esercitare attività commerciale, industriale e professionalené può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione".incompatibilità
Di conseguenza, chi ha già instaurato e ha in atto un rapporto di lavoro non può sottoscrivere un contratto di lavoro nel comparto scuola se non ha risolto il precedente rapporto di lavoro. Tale divieto si applica sia nel caso di contratti a tempo indeterminato che di supplenze.
Dalla normativa suddetta, infatti, emerge con chiarezza l’incompatibilità tra l’impiego pubblico e altra attività lavorativa già in essere, incompatibilità che non deve sussistere al momento della stipula del contratto.
Pertanto nel momento della sottoscrizione del contratto con la scuola, non devono sussistere situazioni ostative all'assunzione e, fra queste, l’esistenza di rapporti di lavoro in essere, siano essi di natura pubblica o privata.

PART-TIME NON SUPERIORE AL 50% E ALTRO LAVORO SUBORDINATO
Per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno vigono particolari disposizioni legislative che attenuano il dovere di esclusività. Quando, infatti, l’orario di lavoro prestato non supera la metà di quello ordinario, la legittimità di attività extra-istituzionali diventa la regola, mentre il diniego assume carattere residuale.
Infatti, chi sceglie di stipulare il contratto a tempo indeterminato in regime di part–time può conservare il precedente rapporto di lavoro subordinato, a condizione che sia di natura privata. Rimane totalmente esclusa la possibilità di cumulare un lavoro pubblico part-time con un altro lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione, fatta salva la previsione dell'art.18, comma 18, legge n. 127/1997 (legge Bassanini bis) che consente al personale degli enti locali di affiancare al proprio impiego pubblico part-time una seconda attività lavorativa da svolgersi presso altri enti locali. 
Per quanto riguarda le attività di lavoro subordinato alle dipendenze di private esse sono consentite a condizione che le ulteriori attività lavorative non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio, ossia non si devono porre in conflitto di interessi con le attività della stessa amministrazione/istituto scolastico.
Si badi che nessun vincolo è previsto per quanto riguarda l'attività di lavoro subordinato di natura privata, ragione per cui potrebbe anche essere superiore al 20 ore settimanali, nel rispetto nel limite generale dell'orario massimo di lavoro settimanale di 40 ore fissato dall'art. 3 D.Lgs 66/2003.

Sul punto il C.C.N.L. "comparto scuola" del 24/7/2003 all’art. 36, comma 9 stabilisce che "al personale part time, è consentito previa motivata autorizzazione del dirigente scolastico l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività di istituto".
Tuttavia, la Circolare del MIUR - Dipartimento per il Sistema Educativo di istruzione e Formazione - Direzione Generale per il Personale Scolastico - Ufficio 2° prot. n. 18074 del 3/11/2014 ha chiarito che:

...il comma 6 dell’art. 53 del D.lgs. esclude dal vincolo della richiesta di autorizzazione il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella tempo pieno. Rimane, invece fermo l’obbligo della richiesta di autorizzazione per il personale a tempo pieno per coloro che svolgono attività part time con orario di lavoro superiore al 50% di quello intero... Quindi le attività libero professionali possono essere svolte dal personale docente anche tempo pieno purché:... siano esplicate previa autorizzazione del Dirigente scolastico".

Pertanto la richiesta di autorizzazione non è necessaria nel caso di rapporto di lavoro non superiore al 50% di quello a tempo pieno, anche se in molte scuole continua a essere richiesta. E' comunque opportuno darne comunicazione al dirigente scolastico.

18074 del 3/11/2014

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