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Le persone sono il cuore della scuola. E’ su di loro che va fatto un investimento strutturale. Un miliardo di euro, in due anni, per un organico che si prospetta solo di emergenza.  Cifre che dovrebbero servirebbero, invece, per ridurre gli alunni per classe.

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Incontro al vertice oggi al ministero tra direzione del Mi e sindacati sull’ordinanza che dovrà definire i criteri di riparto degli organici e i criteri di ripartizione delle risorse tra le diverse Direzioni regionali.

Risorse e persone: temi centrali per la ripresa a settembre.

C’è quasi un miliardo di euro (esattamente 977,600 milioni di euro) un terzo disponibile per il prossimo anno (377,600 euro) e i restanti due terzi per il 2021 ( 600 mila euro).

Nessuna decisione è ancora presa. Certo – sottolinea la Uil Scuola – ci vorrebbe una visione ampia, bisognerebbe utilizzare queste somme per definire la scuola dei prossimi anni.
Sulla distribuzione delle risorse, i sindacati hanno chiesto una regia e un controllo nazionale.

L’orientamento sembra quello di assegnare subito il 50% delle risorse a tutti, sulla base del numero degli alunni e, successivamente, il restante 50% sulla base delle richieste motivate degli Uffici scolastici regionali. Si andrebbe a garantire solo un organico di emergenza, legato alla condizione pandemica.

Nessun cambio di passo rispetto agli anni precedenti – sottolinea in modo critico la Uil Scuola.
Si dice di voler usare le risorse del Recovery Found per investire e poi si fa il contrario: organico ballerino e banchi. Stessa politica, stessa storia.

Siamo nel momento in cui – se si vuole veramente rientrare in classe a settembre – bisogna passare dalla politica dei banchi alla politica degli organici.

I banchi serviranno per mettere più alunni in classe, un organico più consistente, docente e Ata, consentirà, al contrario, di dividere gli alunni, tutti con l’insegnamento in presenza.

Il ministro tutti i giorni comunica al mondo che deve eliminare le “classi pollaio”. Noi su questo siamo al suo fianco. Lo facesse. Oggi ha l’opportunità per far sì che le sue non siano solo promesse televisive.

Incidere sull’organico significa rimodulare il numero di alunni per classe – osserva la Uil Scuola.
Per questo bisogna che inizi subito, almeno, dalle classi iniziali di ogni ciclo. Vanno cambiati i parametri.

E’ una esigenza che supera persino la questione sanitaria: prime classi con un numero adeguato di alunni potranno garantire una fisiologia di classe con maggiori opportunità di poter apprendere efficacemente.

Bisognerà prevedere massimo 20 alunni per classe e un organico di diritto strutturale anche per gli anni successivi alle classi iniziali. Da questo anno, e per le classi successive a quelle iniziali, si potrà intervenire con organico di fatto da utilizzare su progetti mirati che salvaguardino il gruppo classe.

Non vogliamo licenziamenti del personale per giusta causa in corso d’anno. Non vogliamo insegnanti intercambiabili.  Serve un organico di diritto strutturale per le classi iniziali e ad un organico Covid complementare ed utili a superare l’emergenza, in un quadro di sviluppo strategico.

 
 

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