Riammissione in servizio nel caso di dimissioni, decadenza o collocamento a riposo del personale docente ed educativo

Ai sensi dell'art. 124 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato), l'impiegato può in qualunque tempo dimettersi dall'ufficio. Le dimissioni debbono essere presentate per iscritto.
riammissione servizio

RIAMMISSIONE IN SERVIZIO
Secondo quanto disposto dall'art. 132 del suddetto DPR 3/1957:

l'impiegato con qualifica inferiore a direttore generale, cessato dal servizio per dimissioni o per collocamento a riposo o per decadenza dall'impiego nei casi previsti dalle lettere b) e c), può essere riammesso in servizio, sentito il parere del Consiglio di amministrazione".

Tali disposizioni, in forza del richiamo contenuto nell'art. 516 del Testo Unico Comparto Scuola (D.lgs 297/1994) trovano applicazione anche nei confronti del personale docente, educativo, direttivo ed ispettivo.

Al personale di cui al presente titolo si applicano, per quanto concerne la riammissione in servizio, le disposizioni di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3".

Pertanto la riamissione in servizio può essere richiesta:

  • Nel caso di dimissioni del lavoratore dipendente
  • Nel caso di collocamento a riposo del lavoratore dipendente
  • Nel caso di decadenza dall'impiego, nelle seguenti due condizioni:
    • quando accetti una missione o altro incarico da una autorità straniera senza autorizzazione del Ministro competente;
    • quando, senza giustificato motivo, non assuma o non riassuma servizio entro il termine prefissogli, ovvero rimanga assente dall'ufficio per un periodo non inferiore a quindici giorni ove gli ordinamenti particolari delle singole amministrazioni non stabiliscano un termine più breve.

DISPONIBILITÀ DEL POSTO O DELLA CATTEDRA
Come dispone l'art. 516 del D.lgs 297/1994, la riammissione in servizio è subordinata alla disponibilità del posto o della cattedra e non può aver luogo se la cessazione dal servizio sia avvenuta in applicazione di disposizioni di carattere transitorio o speciali.
Il calcolo della disponibilità, va effettuato sull'aliquota attribuita ai trasferimenti interprovinciali (di regola fissata al 50% del totale dei posti vacanti e disponibili). A tal fine si applica quanto disposto dalla C.M. 194/1990 secondo cui:

  • Qualora nel corso dei movimenti l'intera aliquota destinata ai trasferimenti interprovinciali ed ai passaggi venisse esaurita, non si darà corso in tali province alle operazioni di riammissioni in servizio.
  • Qualora, al termine dei trasferimenti interprovinciali e dei passaggi, siano rimasti disponibili un numero di posti pari o maggiori del 10% dei posti destinati ai trasferimenti interprovinciali, un numero di posti corrispondente al 10% sarà destinato alle operazioni di riammissione in servizio e di restituzione a domanda ai ruoli di provenienza, mentre i posti in eccedenza andranno ad accrescere quelli destinati alle nuove nomine in ruolo.


POSIZIONE GIURIDICA ED ECONOMICA
Il personale riammesso in servizio assume nel ruolo la posizione giuridica ed economica che vi occupava all'atto della cessazione dal rapporto di servizio.

PROVVEDIMENTO DI RIAMMISSIONE
Il provvedimento di riammissione in servizio è adottato dal direttore generale o capo del servizio centrale competente, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione per il personale appartenente ai ruoli nazionali e dal provveditore agli studi, sentito il Consiglio scolastico provinciale, per il personale della scuola materna, elementare e media o sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione per il personale degli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore.

DECORRENZA
La riammissione in servizio ha effetto dall'anno scolastico successivo alla data del relativo provvedimento.

 

Circolare Ministeriale 20 luglio 1990, n. 194
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
Testo Unico scuola 297/1994


Stampa