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martedì, Maggio 17, 2022
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Recovery Fund: ecco la bozza del Piano Nazionale per l’utilizzo dei fondi, gli interventi per scuola e università

La bozza del “Piano nazionale di Ripresa e resilienza” messa a punto dal Governo per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund prevede importanti interventi anche per il settore “Istruzione e ricerca”.

In premessa si legge che, la modernizzazione dell’economia comporta il completo abbandono di paradigmi produttivi ormai superati per passare pienamente a una economia della conoscenza. Questo richiede prima di tutto e soprattutto competenze e quindi di concentrare gli sforzi sulla scuola, sugli studi superiori e professionalizzanti, sulla ricerca, sulla formazione.

Le sei missioni in cui si articolerà il PNRR, e che rappresentano aree “tematiche” strutturali di intervento, sono:

1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
4. Istruzione e ricerca
5. Parità di genere, coesione sociale e territoriale
6. Salute

Ciascuna missione è suddivisa in componenti funzionali a realizzare gli obiettivi economico sociali definiti nella strategia del Governo, cui sono associate le riforme necessarie.

MISSIONE “ISTRUZIONE E RICERCA”
La missione “Istruzione e ricerca” si pone un insieme di obiettivi ambiziosi ma necessari per aggredire il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita del nostro paese e la sua capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali: migliorare i percorsi scolastici e universitari degli studenti; rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.
La missione si concretizza in 2 linee di azione (componenti) per quanto riguarda gli investimenti:

  • Potenziamento della didattica e diritto allo studio
  • Dalla ricerca all’impresa

Queste due linee di azione saranno accompagnate da una serie di riforme volte a rimuovere i possibili ostacoli alla efficiente attuazione delle varie iniziative di investimento e a rafforzarne la ricaduta attesa sul diffuso ampliamento delle competenze, sull’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo da parte del settore pubblico e di quello privato, sul fluido e tempestivo trasferimento dei risultati della ricerca di base al mondo produttivo.

Tali riforme si possono articolare nelle seguenti linee guida fondamentali:

  • Riforma del sistema di selezione del personale scolastico che, attraverso un intervento normativo, modifichi le attuali procedure concorsuali per integrarle con periodi di formazione e di prova ai fini dell’assunzione del personale scolastico (docenti e dirigenti).
  • Introduzione di moduli di formazione continua di dirigenti, docenti e personale ATA (life-long learning), con sistema di crediti e obbligatorietà della frequenza.
  • Potenziamento dell’offerta formativa, in particolare in discipline abilitanti 4.0, e correlate alla vocazione produttiva del territorio di riferimento. Ammodernamento tecnologico e della dimensione strutturale degli istituti tecnici superiori, anche attraverso l’istituzione di forme di collaborazione congiunta (es. laboratori) pubblico privati.
  • Introduzione di moduli di orientamento nelle scuole secondarie di secondo grado, con l’individuazione delle modalità di offerta e dei contenuti di concerto con insegnanti e docenti universitari, insieme con l’attivazione di una piattaforma informatica facilmente accessibile dagli studenti di scuole superiori e istituti professionali.
  • Innovazione dell’istruzione universitaria attraverso una maggiore incidenza dei crediti formativi in materia digitale e ambientale, istituzione di nuovi dottorati di ricerca negli stessi ambiti e su programmi specifici per il mondo produttivo, che collaborerebbe alla loro definizione e finanziamento. 
  • Modifica del quadro legislativo legato all’edilizia universitaria e della normativa sulle borse di studio.
  • Riforma dei percorsi di dottorato, con semplificazione delle procedure di accreditamento per potenziare i programmi in collaborazione con aziende ed i programmi internazionali e con atenei ed istituzioni straniere. L’effetto della riforma farà sì che il dottorato venga arricchito con dei moduli dedicati allo sviluppo di idee imprenditoriali e alla valorizzazione economica delle tecnologie e dell’innovazione.
  • Riforma dei corsi di laurea professionalizzanti, per renderli più flessibili rispetto alle esigenze poste dalle imprese ed adeguati allo scenario internazionale della formazione terziaria, con una particolare attenzione alle caratteristiche di multidisciplinarietà e al rafforzamento delle soft skill.
  • Riforme a sostegno dell’attrattività delle posizioni di ricercatore, con riferimento alla disponibilità di fondi di ricerca ed alla mobilità tra le sedi e verso istituzioni straniere.

POTENZIAMENTO DELLA DIDATTICA E DEL DIRITTO ALLO STUDIO
La prima componente: Potenziamento della didattica e diritto allo studio ha come obiettivo quello di migliorare i risultati e i rendimenti del sistema scolastico e di quello universitario, che rappresentano una condizione essenziale per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Le azioni messe in campo intendono innanzitutto ridurre le disparità territoriali e di genere per quanto riguarda la quantità e qualità dell’istruzione ricevuta nell’ambito della scuola dell’obbligo. In secondo luogo sono volte a rafforzare le competenze digitali del personale scolastico e degli studenti e ad aumentare le loro conoscenze linguistiche e la diffusione delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Per realizzare tali obiettivi, oltre alle iniziative di riforma sopra citate, sono previste tre linee d’azione, con rispettivi investimenti riforme.

1. Accesso all’istruzione e contrasto ai divari territoriali: questa linea d’azione consta di interventi per il potenziamento delle competenze di base per la crescita nella scuola secondaria di I e II grado; contrasto alla dispersione scolastica attraverso la promozione del successo formativo e l’inclusione sociale; politiche a supporto dei servizi abitativi, per incrementare il numero degli alloggi per gli studenti fuori sede e l’aumento del numero di borse di studio e l’estensione della no-tax-area.

2. Potenziamento della didattica e STEM: agisce sullo sviluppo professionale continuo del personale, anche in termini di competenze digitali, come leva essenziale per migliorare le prestazioni del sistema dell’istruzione e della formazione. I progetti previsti in questa linea di azione mirano, inoltre, ad ampliare i curricula degli studenti, attraverso un rafforzamento dell’apprendimento di discipline linguistiche, STEM e di competenze digitali. Sono inoltre previsti interventi per la qualificazione e il potenziamento della formazione universitaria agendo sulle leve della digitalizzazione, dell’innovazione e della internazionalizzazione.

3. Ricerca e istruzione professionalizzante, ITS: prevede di potenziare gli investimenti pubblici nella formazione terziaria e nella ricerca universitaria, aumentando al tempo stesso l’attrattività internazionale del sistema universitario italiano. Muoverà inoltre le leve della formazione professionale, con il rilancio degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) e la promozione di nuovi percorsi di istruzione terziaria professionalizzanti, adeguandole alle esigenze del tessuto economico nonché agli standard internazionali.

 

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