Mensa scolastica: nota di chiarimento dell'Ambito Territoriale di Milano

mensa scolastica

A seguito delle richieste di chiarimento pervenute in relazione ai contenuti del paragrafo “Rivedere l’utilizzo della mensa per il pranzo”, parte del Documento “Per tornare in classe” - Documento operativo per il coordinamento degli orari delle attività e del servizio di trasporto pubblico locale ai sensi del dpcm 3 dicembre 2020, approvato in sede di conferenza provinciale permanente di cui All’art. 11, c. 3 del d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, l'ambito territoriale di Milano ha trasmesso una nota di chiarimento.

Nella nota si precisa che le indicazioni fornite da ATS Milano non sostituiscono, né potrebbero, i riferimenti normativi vigenti in tema di “distanziamento fisico” contenuti nei provvedimenti ad oggi in vigore, che sono richiamati testualmente. D’altro canto, sono confermate le “attenzioni” di tipo preventivo che devono orientare l’organizzazione delle attività di mensa/refezione in un contesto epidemiologico assai delicato.

Le previsioni normative in tema di distanziamento fisico nell’ambito della refezione scolastica Il “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, adottate dal Ministero dell’Istruzione, ha esplicitato che “Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, si fa esclusivo rinvio al Documento tecnico del CTS del 28 maggio 2020 e ai successivi aggiornamenti, allegati al presente testo. In particolare, con riferimento alle indicazioni sanitarie sul distanziamento fisico, si riporta di seguito l’indicazione letterale tratta dal verbale della riunione del CTS tenutasi il giorno 22 giugno 2020: «Il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione…»., (https://www.miur.gov.it/documents/20182/2467413/Le+linee+guida.pdf/4e4bb411-1f90-9502-f01ed8841a949429)

All’interno del Verbale della sua Riunione del 07.07.20 il CTS ha approvato una specifica FAQ sulle modalità e misure igienico-sanitarie da predisporre nell’ambito della refezione scolastica (anche nel caso di consumo del pasto in classe), esplicitando che: “Per il consumo del pasto in refettorio valgono le stesse misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro già indicate per gli altri locali destinati alla didattica. Per il consumo del pasto in classe dovrà essere mantenuta la normale disposizione e distanziamento già previsti per le ore di didattica. Riguardo alle misure igienico sanitarie si rimanda alle misure già in essere per la refezione scolastica “ (https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/verbale++CTS+n.94+del+07-07-2020- +stralcio.pdf/ef4db1df-dfde-f10a-d3e3-04741ba50cd9?t=1596095168411)

Il Protocollo d’intesa fra Ministero dell’Istruzione e Organizzazioni sindacali del 6 agosto 2020 “Per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19” ha previsto, tra l’altro, all’interno del pgf. 4. “DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA GESTIONE DI SPAZI COMUNI” che L’accesso agli spazi comuni deve essere contingentato, con la previsione di una ventilazione adeguata dei locali, per un tempo limitato allo stretto necessario e con il mantenimento della distanza di sicurezza. (…) Anche l’utilizzo dei locali adibiti a mensa scolastica è consentito nel rispetto delle regole del distanziamento fisico, eventualmente prevedendo, ove necessario, anche l’erogazione dei pasti per fasce orarie differenziate. La somministrazione del pasto deve prevedere la distribuzione in mono-porzioni, in vaschette separate unitariamente a posate, bicchiere e tovagliolo monouso e possibilmente compostabile. (…)

Le indicazioni di attenzione di ATS Milano I dati raccolti da ATS Milano durante i primi mesi di attività scolastica hanno messo in evidenza la possibilità di trasmissione del contagio Covid-19 all’interno di una stessa classe, e solo di rado è stata rilevata una diffusione interclasse (unica condizione per la quale, di prassi, è prevista l’attivazione di provvedimenti di chiusura delle scuole essendo la cartina tornasole di una scarsa applicazione dei protocolli anti-COVID). In questi rari casi, infatti, ATS ha rilevato situazioni in cui il contagio si stava propagando nella scuola in quanto era venuta a mancare l’organizzazione che prevede la definizione di gruppi ben circoscritti, composti sempre dagli stessi studenti, evitando l’interazione tra gli stessi e l’utilizzo promiscuo dei medesimi spazi da parte degli alunni di diverse classi. Alla luce dell’importanza di applicare quanto sopradescritto, un punto critico resta lo svolgimento di attività - prime fra tutte le somministrazioni e il consumo dei pasti in mensa - che comportano inevitabilmente l’impossibilità di mantenere una netta separazione tra i gruppi. Durante il pranzo, infatti, non è possibile utilizzare le mascherine e, quindi, il rischio di contagio aumenta. A fronte di ciò – ferme restando le indicazioni normative che prevedono formalmente il rispetto del cd “distanziamento fisico” nella misura di almeno 1 m -- come anche suggerito dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani1 , una ulteriore cautela potrebbe essere quella di aumentare il più possibile il distanziamento fra i commensali, di prevedere la consumazione del pasto in classe o, laddove la stagione lo permetta, all'aperto. In alternativa, e comunque nel caso in cui si utilizzino gli spazi mensa, è opportuno far sì che i turni vengano organizzati in modo tale da permettere la separazione fra i diversi gruppi classe e riducendo al minimo i tempi di permanenza di ciascun gruppo all’interno della mensa.

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