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Legge di bilancio 2020: gli effetti sul mondo della scuola

Come previsto, è stata definitivamente approvata dalla Camera dei Deputati la legge di bilancio che contiene il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. Il Governo ha deciso di porre la fiducia per cui il testo che entrerà in vigore, è quello già approvato dal Senato il 16 dicembre 2019. Vediamo di seguito quali sono i principali interventi che impattano sul mondo della scuola.

RINNOVO CONTRATTUALE
Vengono incrementati di 325 milioni di euro per il 2020 e di 1,6 milioni di euro dal 2021 i finanziamenti per rinnovare i contratti nazionali per il triennio 2019- 2021 del pubblico impiego e del personale statale in regime di diritto pubblico.
Secondo le organizzazioni sindacali, si tratta di stanziamenti largamente insufficienti che consentono a regime un incremento delle retribuzioni poco superiore l’inflazione. Si parla di un incremento medio mensile di circa 80 euro, che potrebbe scendere di altre 10 euro qualora dal fondo in questione dovesse essere sottratto
, quanto necessario per mantenere l’elemento perequativo attribuito a circa il 43 % dei lavoratori del comparto visto che il valore medio delle retribuzioni del comparto istruzione e ricerca è significativamente inferiore a quello medio delle altre pubbliche amministrazioni.

RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE
Viene costituito un «Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti» con una dotazione di 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e di 5 miliardi di euro annui a decorrere dal 2021. L’attuazione della riduzione del carico fiscale viene demandata a successivi interventi normativi.
Secondo le organizzazioni sindacali, si tratta pertanto di un intervento sicuramente positivo: per la prima volta si prevede un alleggerimento del carico fiscale a favore del lavoro dipendente, a differenza del recente passato in cui incentivi e riduzioni erano solitamente a vantaggio dei datori di lavoro.

BONUS MERITO
La Legge 107/2015 aveva introdotto il Bonus per la valorizzazione del merito, attribuito annualmente dal Dirigente Scolastico sulla base dei criteri individuati dal Comitato per la valutazione dei docenti, sulla base di motivata valutazione.
Il comma 249 della legge di bilancio prevede che le risorse iscritte nel fondo in questione, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF), sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione.
Quindi scompare, a partire dall’anno scolastico 2020\2021 il bonus merito e tali somme (circa 142 mln) saranno destinate al personale scolastico, sia docente che ATA, secondo modalità che saranno stabilite in sede di contrattazione integrativa d’istituto.

INCREMENTO DELL’ORGANICO DELL’AUTONOMIA
Il comma 266 prevede che il fondo per l’incremento dell’organico dell’autonomia (istituito dall’articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, n. 232), è rifinanziato in misura pari a 12,06 milioni di euro nell’anno 2020, a 54,28 milioni di euro nell’anno 2021 e a 49,75 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022. L’incremento della dotazione dell’organico dell’autonomia effettuato a valere sulle risorse di cui al primo periodo riguarda i posti di sostegno, con corrispondente riduzione del contingente previsto in organico di fatto. Nella distribuzione territoriale dei posti si tiene conto della necessità di ottemperare ai provvedimenti giudiziali di condanna definitivi notificati al 31 agosto 2019.
In virtù di tale intervento, si stimano circa 1.092 mila posti di sostegno in più in organico di diritto con la conseguente riduzione dei posti in organico di fatto, che tuttavia rimane ancora molto consistente (si stimano oltre 50.000 posti di sostegno in deroga).
Secondo la FLC CGIL, il provvedimento va sicuramente nella giusta direzione, perché la Scuola, ed in particolare l’insegnamento sui posti di sostegno, ha bisogno di stabilità benché appare evidente che lo stanziamento messo in legge di bilancio, in una prospettiva triennale, non può soddisfare le reali richieste.

POTENZIAMENTO SCUOLA DELL’INFANZIA
Il comma 279 dell’art. 1 prevede che la dotazione organica complessiva dell’organico di potenziamento istituito con la Legge 107/2015, è incrementata di 390 posti, con riferimento alla scuola del­l’infanzia, da destinare al potenziamento del­l’offerta formativa nel relativo grado di istruzione. Con decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sentita la Conferenza unificata, è determinato l’organico dell’autonomia su base regionale.
Solo lo scorso anno si è provveduto a dare inizio all’adeguamento dell’organico dell’Infanzia con un primo contingente di 800 posti ricavati però dai posti dell’organico della Scuola Secondaria di II grado destinati al potenziamento, dunque lasciando inalterato il tetto definito dalla tabella A della legge 107/15 che definisce l’organico del potenziamento per tutti i gradi di scuola e per il sostegno a 48.812 unità.
Viene quindi incrementato di 390 unità in tutta Italia, l’organico di potenziamento per la scuola dell’infanzia benché il contingente previsto appaia alquanto limitato (390 posti in tutta Italia).

AFAM E STUDENTI CON DISABILITÀ
Al fine di consentire anche alle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musi­cale e coreutica (AFAM) di dare concreta attuazione ai servizi e alle iniziative in favore degli studenti con disabilità e con certificazione di disturbo specifico dell’appren­dimento, il fondo per il funzionamento amministrativo e per le attività didattiche delle istituzioni AFAM, a decorrere dall’anno 2020, è incrementato di 1.500.000 euro, ripartiti tra le istituzioni AFAM statali in rapporto al numero complessivo degli studenti presso di esse iscritti.

CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO DI ABBONAMENTI A PERIODICI E RIVISTE SCIENTIFICHE
A decorrere dall’anno 2020, alle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino al 90 per cento della spesa.
Inoltre, sempre a decorrere dall’anno 2020, alle istituzioni scolastiche statali e paritarie che adottano programmi per la promozione della lettura critica e l’educazione ai contenuti informativi, nell’ambito dei Piani per l’offerta formativa rivolti ai frequentanti la scuola secondaria di primo grado, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informa­zione e l’editoria della Presidenza del Con­siglio dei ministri, un contributo fino al 90 per cento della spesa per l’acquisto di uno o più abbonamenti a quotidiani, periodici e ri­viste scientifiche e di settore, anche in formato digitale.

RISORSE A COMUNI, PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE PER INTERVENTI PER L’ADEGUAMENTO E LA MESSA IN SICUREZZA E L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DI SCUOLE
Sono previsti interventi in materia di messa in sicurezza ed efficientamento degli edifici pubblici in particolare anche degli edifici scolastici, di proprietà dei comuni, delle province, delle Città Metropolitane. Le norme approvate indicano le risorse complessive, le modalità di accesso ai fondi, la tempistica di ricevimento ed i controlli che lo Stato esercita su questi fondi. In particolare vengono destinate risorse anche per lo “sviluppo territoriale sostenibile”, cioè per finanziare la mobilità pubblica, abbassando utilizzo di mezzi propri e per finanziare interventi sugli asili nido.

FONDO PER EDIFICI DESTINATI AD ASILI NIDO E SCUOLE DELL’INFANZIA
È istituito nello stato di previsione del Ministero degli Interni un fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia.

Vedi la scheda di lettura della FLC CGIL

 

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