CISL SCUOLA - Sperimentazione "Liceo Classico Europeo 2020": il parere del CSPI

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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), insediatosi il 13.1.2016, ha concluso oggi il proprio mandato quinquennale con un ultimo impegno. Lunedì prossimo, 11 gennaio, si insedierà infatti il nuovo organismo con una diversa composizione: è stato infatti emanato il decreto ministeriale concernente la sua ricostituzione che vede il rinnovamento della componente non elettiva fino al 2025 compreso e la conferma della proroga al 31.8.2021 di quella elettiva (come disposto dalla legge 41/2020, di conversione del decreto-legge 22/2020). Non sono stati ancora ben definiti i termini e le modalità di effettuazione delle nuove elezioni che dovrebbero svolgersi nella prossima primavera sulla cui procedura la Cisl Scuola e le altre organizzazioni sindacali, considerata l'emergenza sanitaria in atto, hanno avanzato una richiesta di rinvio.

Il parere espresso in data odierna, votato all'unanimità, riguarda la “Sperimentazione Liceo Classico Europeo 2020” con la quale si propone - negli “Educandati Statali” e nei “Convitti Nazionali” ove è già presente la sperimentazione del Liceo Classico Europeo (LCE) - un nuovo "Piano di Studi" con la riduzione di tre/quattro ore settimanali sia nel biennio che nel triennio, nella direzione di una razionalizzazione del tempo scuola e degli insegnamenti. 

Il CSPI, nel merito

  • propone che sia precisato non solo il monte ore annuale destinato alla dimensione laboratoriale della didattica ma anche il riferimento a ciascuna disciplina;
  • suggerisce di specificare in modo chiaro e inequivocabile che il codice meccanografico di appartenenza del LCE sia lo stesso di quello del liceo classico (codice PC) e non di altri licei (codice PS, come avviene oggi in diversi convitti);
  • chiede che sia valutata l'opportunità di specificare, in merito all'insegnamento delle lingue classiche, la ripartizione delle ore tra latino e greco, al fine di evitare difficoltà nella gestione degli organici;
  • rileva "come il mancato monitoraggio e la mancata valutazione dei risultati della sperimentazioni in atto, come previsto dall'art. 11, c. 2, del dPR 275/99 per le sperimentazioni nazionali, non metta il Consiglio nelle condizioni di potersi esprimere in maniera più compiuta sul provvedimento in oggetto".

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