Aspettativa per assegni di ricerca: possibile accettare senza l'obbligo della presa di servizio

Assegno di ricerca

L’art. 22 comma 31 della legge n. 240/2010 prevede che:

Le università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l'Agenzia spaziale italiana (ASI), nonche' le istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico è stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, nell'ambito delle relative disponibilità di bilancio, possono conferire assegni per lo svolgimento di attività di ricerca. I bandi, resi pubblici anche per via telematica sui siti dell'ateneo, ente o istituzione, del Ministero e dell'Unione europea, contengono informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i doveri relativi alla posizione e sul trattamento economico e previdenziale spettante".

Pertanto, le università e gli altri suddetti enti possono conferire assegni con una durata compresa tra uno e tre anni, rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di ricerca dei titolari.

COLLOCAMENTO IN ASPETTATIVA NON RETRIBUITA
Come dispone l'art. 22 comma 3 della suddetta legge:

La titolarità dell'assegno non è compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all'estero, e comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche".

Tale norma, che ricalca quanto già previsto dall'art. 51 della Legge 449 del 1997, prevede dunque che il dipendente pubblico, titolare di assegno di ricerca venga collocato in aspettativa non retribuita. Circostanza confermata dalla Circolare Ministeriale n. 15/2011 che sostanzialmente equipara la posizione dell'assegnista a quello del dottorando di ricerca.

A prescindere dal nomen iuris utilizzato dal legislatore -“aspettativa” anziché “congedo straordinario”- le finalità che giustificano la sospensione del rapporto di lavoro in caso di assegno di ricerca sono analoghe a quelle perseguite con la sospensione per dottorato di ricerca: incoraggiare e sostenere l’attività di ricerca anche fuori dell'ambiente scolastico, in modo da mettere in condizione il docente di poterla espletare nella migliore maniera possibile.

A conferma di ciò è intervenuta la nota del 12 maggio 2011 prot. n. AOODGPER 4058 della direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, esprimendosi sulle caratteristiche dell'aspettativa per assegno di ricerca, di cui possono usufruire i docenti della scuola, con riferimento alla questione della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza, stabilisce che «i periodi di servizio prestati in qualità di titolare di assegno universitario devono ritenersi equiparabili a tutti gli effetti a quelli discendenti dalla frequenza di corsi di dottorato di ricerca». 
Ciò con la precisazione che, parimenti ai dottorati di ricerca, il periodo di aspettativa sarà valido esclusivamente sotto il profilo giuridico (riconoscimento del servizio ai fini previsti dalle vigenti disposizioni) e non sotto il profilo economico.

SUPPLENZA PER DOCENTE GIÀ TITOLARE DI ASSEGNO DI RICERCA
Può un assegnista di ricerca accettare una supplenza o accettare una nomina a tempo indeterminato? La risposta è affermativa. Sul punto si è espressa anche l'Avvocatura distrettuale dello Stato di Cosenza secondo cui:

il docente già titolare di assegno o dottorato di ricerca, a fronte della ricezione di proposta di assunzione su cattedra a tempo indeterminato o determinato (di durata annuale), possa[può]a procedere alla stipula del contratto e immediatamente fruire del beneficio del congedo straordinario/aspettativa ex art. 19 e 22 l. 240/2010”.

Pertanto, l'assegnista di ricerca può accettare la supplenza senza nessun obbligo di assumere servizio con riconoscimento del servizio ai soli fini giuridici.

Nota USR Molise 0004766 del  02/09/2017


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